POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

giovedì, maggio 25

ONEIRIKOS: anteprima del nuovo romanzo di DANILA OPPIO



Appena uscito, il mio nuovo romanzo ONEIRIKOS, edito da LargoLibro. 
In attesa che la Casa Editrice lo presenti sul suo sito, ve ne offro un assaggio.

In quarta di copertina potrete leggere una breve mia nota. 

Qui sotto, riporto la prefazione del dottor Salvo Figura - medico anestesista e rianimatore,  nonché scrittore, e la postfazione del Dott. Cav. Tommaso Mondelli, poeta e scrittore.

Ringrazio entrambi per avermi affiancato e sostenuto in questo mio lavoro, e spero che chi desidera leggerlo, lo passa apprezzare.
Per chi lo vuole, è sufficiente che scriva al mio indirizzo email: danilaoppio@gmail.com, e provvederò a spedirlo con dedica personalizzata. 
Il costo del libro è di 12 euro, comprese le spese postali.
Chi invece desiderasse acquistarlo direttamente dall'editore, potrà farlo non appena lo stesso ne avrà pubblicato le coordinate.

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Prefazione


Gli autori di narrativa hanno una naturale diffidenza verso i poeti e le prosatrici perché abbondano con “d” eufoniche, con i “che”, le assonanze e, se si accostano alla narrativa, di qualunque genere, si trascinano dietro le loro regole-non regole.
Recalcitranti nell’accettarle e ribelli fino all’ammutinamento se si cerca di correggerli.
La narrativa è tecnica e “pancia”, la poesia e la prosa sono un insieme di cuore e pancia che scorrazzano sul foglio bianco, come su una prateria, liberi o quasi dalle briglie della tecnica. Tant’è che si dice “licenza poetica”.
E anch’io, come loro, quando mi proposi come editor del romanzo di Danila fui sul punto di… pentirmi, conoscendo lei già come una poetessa, un’ottima poetessa, ma proprio per questo, legata a doppio filo con quelle non regole.
Poi lessi l’incipit, le prime quattro cartelle, la sinossi completa, e la curiosità si fece materia viva, scacciando lo scetticismo. Così l’attrazione divenne una fune che mi ancorò alla sedia; una gomena alla sua bitta. E di pagina in pagina mi sono ritrovato alla fine indenne dal “Moloch ribelle”. Nel romanzo di Danila Oppio ho trovato un’idea, un “dinosauro” (così si definisce in gergo, l’idea forte che regge storia e trama) che non immaginavo di rinvenire.
Ottimi fraseggi. Bei dialoghi, calati in ambienti bucolici, Kafkiani o in zone sperdute del Pianeta distrutto dalla follia dell’uomo.
Danila mi ha fatto vivere nell’Eden, poi in via Panisperna, nel deserto del Nevada, tra le macerie di Hiroshima, ma anche nell’Empireo, nei cieli di Dio e in quelli di Dante.
      Ha applicato alla lettera lo show, don’t tell. La trama si dipana in un fitto dialogo fatto di telepatia e parole vere tra due esseri sopravvissuti a una catastrofe nucleare. Tracce di Romance e di SciFi ben intrecciate, dove Danila, anzi i suoi personaggi sono vivi, e con maestria, ammoniscono, rimpiangono, maledicono, sperano… e con loro i lettori, presi in un vortice di smarrimento: quello che li prende quando sono sospesi nel sogno del sogno, nella sospensione dell’incredulità. Il lettore vive quel mondo in un continuo cambio di PdV giostrato con maestria, fino al finale che giunge inaspettato, come nei migliori thriller, o nei migliori “Timeless”.
Poche le correzioni da fare in questo bel romanzo, e anche le citazioni, ricorrenti e precise, aiutano i meno “attrezzati”.
Un’ottima performance, insomma, e sarebbe facile, oltre che banale, affermare che in Danila Oppio, si avveri il: IN NOMEN OMEN. Ovvero che “Oppio provochi dipendenza nel lettore!”
Questa è una “prova d’autore” ben riuscita, e so che ne seguiranno molte altre ancora.

Salvo Figura

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Postfazione

C'è proprio da meravigliarsi se da un'aulica penna, come quella che danza tra le dita della brillante scrittrice Danila Oppio, intinta nel mare azzurro della fantasia, sia nato un poema?
L’autrice non è alla sua prima esperienza, ha già pubblicato in cartaceo un romanzo breve, una fiaba moderna, una silloge poetica, in tandem con il sottoscritto e, per ogni altra sua produzione, vi rinvio alla sua breve biografia. Torno alla recensione.

Romanzo fantastico che raccoglie memorie storiche, letterarie e scientifiche in cui il lettore si trova coinvolto in un’avventura che si svolge In un clima surreale, dove l’autrice sfiora alcuni tasti degli umani sentimenti e situazioni di vita vissuta.

Il racconto si basa su un dialogo, nato da un ideale incontro tra due scrittori,  alla ricerca di una memoria storica su ciò che è andato perduto. Per sempre?
Ho avuto il piacere e la fortuna di leggere il racconto in bozza. La storia è avvincente e scorrevole. La fine del mondo è in attesa, sempre rievocata.  E' una promessa o una minaccia? Siamo preparati, dobbiamo crederci?
Le cose che dovranno accadere non potranno essere evitate dall’uomo, ma quelle che potrebbero accadere per sua colpa, sì. E' ammissibile che una riflessione possa dare all’umanità un volto più dignitoso e un futuro migliore?
Il romanzo evoca l’insensatezza umana, a causa della quale il sole non riesce più a illuminare la Terra. Che ne resta dell'uomo, se di una possibile apocalisse ne fosse il diretto responsabile?
Il romanzo, che scorre in una coinvolgente lettura, conduce a meditare sull’attuale società. Studiosi di diverse discipline (antropologi, sociologi, biologi) stimano che i mutamenti in atto stiano modificando, in modo irreversibile, il nostro sistema di vita quotidiano, il modo di pensare e di percepire il mondo e la convivenza umana. E’ innegabile che vi siano oggi grandi vantaggi rispetto al passato, ma l’autrice desidera anche metterci in guardia, allertandoci su aspetti meno positivi. 
Tommaso Mondelli 


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