POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

domenica, luglio 31

Tempo e amore -Luigi Pirandello









Sono una regina? Magari!!!

Dunque, vorrei chiarire ad un amico che si era preoccupato e ha anzi trovato macabra la lapide che avevo postato un paio di giorni fa. Gli ho spiegato che si tratta di un gioco proposto da Facebook, e per dimostrarglielo, pubblico un altro gioco simile, perché sappia che nessuno mi ha fatto scherzi di pessimo gusto, che il gioco l'ho fatto io stessa, aderendo alla proposta di FB. 



sabato, luglio 30

Before And After Photos Of War Torn Aleppo, Syria e Ricky Gianco



Ricky Gianco ha postato sul suo profilo FB questo video, e l'abbiamo commentato insieme.
Ecco:




Ecco alcune foto che avevo scattato durante la mia vacanza in Siria, una decina d'anni fa.
E' solo una piccolissima parte dei miei ricordi fotografici, ho anche realizzato un filmato.
 Una via centrale di Damasco, dove era situato l'hotel nel quale alloggiavo
Il museo storico di Aleppo
 Il suk di Aleppo
 Norie di Hama
 Oasi di Palmyra: il cammello che ho cavalcato (o si dice cammellato?)
 Anfiteatro di Diocleziano a Palmyra
 Ingresso dell'hotel a Damasco
Hall dell'hotel
 Caravanserraglio a Damasco
Moschea degli Homayyadi a Damasco

Si tratta solo di una piccola carrellata, giusto per dimostrare come erano conservate le antiche vestigia e come fosse curata anche la parte moderna. Ovvio che c'erano villaggi poveri, ma comunque sempre dignitosi. 

La pace sia con voi, popolo siriano assalam ealaykum
alshshaeb alssuri
Danila 

venerdì, luglio 29

Riposa in pace, Danila



Non c'era una lapide al femminile! Per qualcuno sono morta, per qualcun altro sono in coma irreversibile, per altri ancora sono finita sotto un tram, per altri ancora...sono solamente andata in vacanza! (Magari!!!). In ogni caso, sono viva e vegeta, sto meravigliosamente bene, dopo essermi tolta un rospo dalla gola che mi soffocava e ora navigo in acque tranquille. Serenità a tutti! 
A proposito, non finirò mai sotto terra e con una lapide al cimitero. Non perché sia immortale, ma per il semplice fatto che ho lasciato detto a chi mi sta vicino, che desidero essere cremata (come un pasticcino), e le mie ceneri disperse in un roseto...serviranno almeno a concimare le piante. Non riesco a pensare che il mio corpo possa imputridire dentro una bara. Non riesco ad accettare le speculazioni sui morti. Costo delle esequie, costo della tomba o del loculo. Obbligare i congiunti e gli amici a farmi visita almeno una volta all'anno, per portarmi un fiore (che arricchisce il fioraio) e che presto appassirà. No, sono contraria perfino ai cimiteri...siamo in tanti su questo pianeta, e gran parte degli spazi sono occupati da ossari, campisanti e, per chi ha lasciato grandi impronte sulla Terra,  mausolei. Per farne che? Commercio per onorare inutili ossa. Si onorano le persone nel ricordo, per quel che erano, per quel che hanno fatto. Si possono ricordare nei libri, nelle immagini, nei filmati, dedicando loro una via, o innalzando monumenti. Ma soprattutto restano dentro il cuore di chi li ha saputi amare. Il resto è solo noia!
Danila Oppio

giovedì, luglio 28

ricordando Tiziano Terzani

Il 28 luglio 2004 un grande uomo salutò questa Terra e volò in altra dimensione.  Ho letto tutti i suoi libri, sempre autobiografici, e devo dire che pochi uomini mi hanno dato testimonianza di grande valore. Non i condottieri, non i letterati, non i politici..ma chi, con le sole proprie forze, ha lottato per un mondo migliore. E Terzani è il capolista, insieme a Gino Strada e a tutti quelli che hanno speso o spendono la propria vita per altruismo.









martedì, luglio 26

Rivista Euterpe n. 20 - Laura Vargiu - Gavino Puggioni - Danila Oppio

Oggi ho ricevuto comunicazione da parte di Lorenzo Spurio, per la Rivista Euterpe, che una mia poesia è stata pubblicata nella stessa. Al link qui sotto potrete aprile  e leggere tutti i contenuti della rivista.

Allo stesso modo vi è inserita una poesia di Gavino Puggioni, e una recensione di Laura Vargiu. Ma tra gli autori, con gioia ho trovato molte altre autrici che ho l'onore di conoscere.
Per ora, vorrei occuparmi di Laura Vargiu, pubblicando la sua recensione al libro di Katia Debora Melis Figli di terracotta



Ed ora la poesia di Gavino Puggioni  " DI un bambino solo"

E infine la mia composizione poetica PARTO



lunedì, luglio 25

La coda di paglia

Ad alcuni miei recenti post, dove parlavo di sincerità e di correttezza nelle amicizie, una persona si è sentita chiamata in causa, reagendo in modo inappropriato anche se non parlavo di lei. Se uso il sostantivo persona, posso riferirmi indifferentemente a un uomo o a una donna. E in quell’articolo, proprio per par condicio, non ho specificato se mi riferivo a maschio o femmina!
In ogni caso, depenno anche questa dalle mie amicizie, perché se tale persona  si è risentita per quanto ho scritto, significa che ha la coda di paglia. Infatti, i miei veri amici hanno apprezzato il contenuto dell’articolo, e lo hanno supportato. Chi ha la coscienza tranquilla, non si sente preso di mira!




Anche la lettera ad uno stronzo, era impersonale. Infatti il termine stronzo è al maschile, ma potrebbe anche essere rivolto al sesso femminile. Certo, si usa dire “sei una grandissima stronza!” ma non è corretto, si dovrebbe dire: “sei come un grandissimo stronzo!”: Giusto per usare bene la nostra lingua.
Cari saluti ai veri amici, a coloro che mi hanno dimostrato il loro affetto sincero, che apprezzano la mia scrittura, sia in forma poetica che in prosa.




Uno dei modi di dire più utilizzati è “Avere la coda di paglia”. Con tale espressione si intende non avere la coscienza pulita, essere consapevoli di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma che potrebbe essere scoperto facilmente. Per questo motivo la persona che ha la coda di paglia tende a non essere trasparente e giustifica le sue azioni per evitare ogni tipo di critica o accusa che potrebbe smascherarla. 
Da qui l'origine del modo di dire dal proverbio toscano “chi ha la coda di paglia, ha sempre paura che gli pigli fuoco”, che a sua volta riprende l'antica favola di Esopo.


Favola di Esopo
Il racconto narra la sventura di una volpe che disgraziatamente rimase intrappolata in una tagliola. Sofferente e impaurita la bestiola riuscì in gran parte a liberarsi, ma durante fuga la coda venne deturpata dalla morsa, tanto che la volpe rimase menomata e priva della sua bellezza. Vergognosa e imbarazzata si costruì una coda di paglia sperando di non essere scoperta dagli altri animali. La voce però giunse attraverso un gallo all'orecchio dei contadini che, per proteggere i pollai, accesero dei fuochi di fronte alle stie. Da quel giorno la povera volpe non poté più cacciare per paura di bruciarsi la coda di paglia ed essere quindi scoperta.


Danila Oppio

domenica, luglio 24

Considerazioni su lealtà, delicatezza d'animo e libertà personale


Chi sostiene la bandiera della sua libertà, deve comprendere che la sua finisce quanto calpesta quella altrui.
Non è pensabile affermare a parole di voler bene qualcuno, se poi si pretende di fare quel che ci pare, e guai se l’altro gli fa presente che non può pensare solo a se stesso, ma provare a entrare della sfera dell’altro, e convincersi che l’altro non è un burattino che segue passivamente gli improvvisi cambiamenti del proprio umore.
Se vale una scelta, deve esserlo per tutti.
Forse questo discorso parrà poco chiaro, e allora cercherò di porre qualche esempio.
Se io sto attraversando un momento di crisi personale, e dico a un amico che non me la sento di corrispondere o di parlare con lui, per varie ragioni, la situazione deve valere anche nei confronti di altri. Se desidero estraniarmi, lo faccio con chiunque, altrimenti non corrisponde a verità, quanto sostenuto.
Se davvero voglio bene a una persona, cerco di uscire dal mio guscio e mi occupo anche di lei.
Se poi però agisco al contrario, significa che non ho il coraggio di dire apertamente a lei, che non me ne importa un fico secco. Per strane ragioni, preferisco non rompere i rapporti, perché in fondo mi fanno comodo.
Un altro esempio? Se m’ interesso a mille cose, trascurando la persona che mi vuol bene, e le sputo in faccia che della mia libertà lei non deve occuparsene, credo che l’offesa sia davvero grave. Non posso tirare la corda, facendo i cavoli miei e tenendo l’altra in standby, dicendole di pazientare. E se quella persona, alla fine, mi chiede ragione di tale comportamento, perché si accorge che quei silenzi sono solo rivolti a lei, poiché con gli altri mi comporto in modo differente, forse qualche dubbio dovrebbe sorgere, sulla sincerità delle mie parole.

Se alla fine quella persona mi dice apertamente che ho sbagliato con lei, e invece di chiedere scusa, la aggredisco con un piglio violento, dicendole di allontanarsi da me, che non voglio più sentire sue parole, beh, allora metto in atto il  mio egoismo e presunzione, rasentando la cattiveria.



Non dobbiamo essere auto-referenziali, invece è necessario comprendere che tutti dipendiamo in qualche modo dagli altri.
Se frequento amici che m’invitano spesso a pranzo o a cena da loro, se mi accolgono di frequente nella loro casa al mare, sulla loro barca, o al lago, se mantengo amicizie perché mi tornano comodo, in quanto ricevo da loro svariati aiuti o  servizi di vario genere, allora non si tratta di vera amicizia,  soprattutto se prendo quel che loro mi offrono, e non ricambio a volte neppure con un “grazie”.
Ma la cosa peggiore è quando, dopo aver esasperato all’inverosimile il mio prossimo, che nei miei confronti ha avuto una santa pazienza - tanto che alla fine mi fa presente dove ho sbagliato - mi rivolgo a lui insultandolo, in modo risentito, e lo allontano da me.  Perché mai? Perché mi ha svelato una verità che non ho gradito? Perché ha messo in luce quello che avrei preferito restasse nell’ombra? Non mi sono chiesta il motivo per la secca reazione dell’altro? Non ho pensato che avevo tirato troppo la corda, e quella si è spezzata? Ovvero, chi ha sbagliato sono stata io, e accuso gli altri per avermelo fatto capire, invece di chiedere scusa per i miei errori?
Ecco, ci sono persone che agiscono così: presuntuose, egocentriche, dotate di falso orgoglio. Certo, perché l’orgoglio è una brutta bestia, che acceca, che non fa vedere dove hanno superato i limiti, dove hanno calpestato i sentimenti degli altri, pensando solo ai propri, molte volte inquinati da ragioni egoistiche.



Penso che ogni essere umano sia imperfetto, e per questo motivo ho sempre cercato di accettarlo nella sua totalità, convinta che anche sul piano opposto ci fosse il mio stesso modo di vedere. Ma arriva il momento in cui si deve dire “basta”. Non un “basta” senza una vera motivazione, solo per dispetto, un “basta” perché se una persona ci fa soffrire, alla fine trasmette il negativo che c’è in lei, toglie serenità, crea stati d’animo che fanno male davvero.. Personalmente non amo trovarmi in queste situazioni, cerco sempre di mediare, di trovare un accordo, ma se l’altro non è disposto a venirmi incontro, se non esce dal suo bunker per guardarsi intorno e comprendere che al mondo ci sono anche “gli altri” che a volte non capiscono, che non possiedono il suo stesso punto di vista, che sono diversi da lui, ci si trova in un vicolo chiuso. Si sbatte contro un muro di gomma.
E allora sbotto anch’io…reagisco in una forma che non mi appartiene, divento un'altra IO, quella che non vorrei mai essere. E la colpa non è mia, ma dell’altro che mi ha esasperato, che ha fatto di tutto per rendermi insopportabile, irritabile, perfino cattiva.
Bene, queste persone che mi tolgono la serenità, la tranquillità dell’anima, che mi causano sonni agitati, e lo sguardo torvo, quando io sono di norma solare, le considero un danno da evitare.
Se poi scopro che codeste persone sono anche false, bugiarde, prive di scrupoli, le cancello dalla mia vita con la scolorina! I veri amici...MAI!!


 Danila Oppio




sabato, luglio 23

Ostriche a mezzogiorno di Rita Iacomino - intervento integrale di Anna ...



Conosciamo meglio Anna Montella e la sua capacità dialettica di presentare il libro di Ostriche a Colazione di Rita Iacomino.
Complimenti ad entrambe!

tramonti...



Immaginavo tramonti 
viola e amaranto
Immaginavo che mi saresti
 stato accanto
Ma quella panchina è deserta
e il mio cuore una foresta
di pioppi arsi da un incendio
dolo(ro)so.

Danila Oppio


La saggia Mafalda...



venerdì, luglio 22

Che ne pensate?


Ho una domanda da porvi. Cosa ne pensate di una persona che da pochi giorni ha perso uno stretto familiare, e che per questa ragione mi scrive che è depressa, svuotata, che non ha voglia di scrivere perché la tristezza e il dolore la invade, e poi scopri che commenta sui post di FB?
Non ho parole...
Sono veramente basita. 
Resto dell'idea che se fosse davvero così sconvolta dalla scomparsa del parente, non avrebbe certo avuto voglia di seguire i post su FB, di nessuno. Se fosse capitato a me, l'ultima cosa che farei sarebbe quella di navigare su una piattaforma sociale. 
Credetemi, sono rimasta di sale...e ovviamente ha profittato di questo suo lutto, per tenermi distante. Veramente incredibile la sua genialità.
Certamente sta benone, quel che non sta bene, è la sua ipocrisia malata.
In precedenza accampava la scusa del caldo, che le impediva di aprire il pc.
Non commentava mai i miei post, dicendomi che aveva scelto di non farlo nei confronti di  chiunque. Ma allora, come mai tutti quei quotidiani commenti sul profilo di un’altra amica?
Ed io che cercavo d trovare parole consolanti pensandola davvero afflitta. Che ingenua sono stata! 
Mi sono risposta da sola? Forse! Ho cercato di giustificare questo suo comportamento, spiegando a me stessa che forse era un modo per distrarsi e per tenere distante il dispiacere, almeno per un po’ di tempo. Mettendomi nei suoi panni, se fosse successo a me, ripeto, tutto avrei fatto meno che perdere del tempo commentando i post. Ben lungi da me un’attività del genere, se il mio cuore fosse stato gravato dal peso di un grande dolore.
Ma forse sono io ad essere fuori dal mondo. Troppo fiduciosa negli altri, ho voluto credere a mille scuse, non sempre plausibili. Di fronte a quanto ho constatato coi miei occhi, non posso che darmi della stupida a non aver compreso prima quante bugie mi sono state propinate nel corso degli anni. Meglio tardi che mai, averlo capito ora.
Ditemi, sto sbagliando?
Danila Oppio