POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

martedì, giugno 30

La straordinaria storia di Og Mandino

La straordinaria storia di Og Mandino         

Sarebbe diventato uno scrittore, anzi, un grande scrittore! 
Così diceva la madre al piccolo Og Mandino sin da quando era piccolo, e quella era stata l’idea che li aveva accompagnati lungo quei meravigliosi anni passati insieme.

Anche la scuola che Og avrebbe frequentato dopo le superiori rispecchiava il sogno dei due: avevano scelto l’Università del Missouri, quella che vantava la migliore scuola di giornalismo del paese, così che la carriera di scrittore di Og avrebbe potuto avere un buon avvio.
Era il 1940 e sei settimane dopo aver preso il diploma la madre di Og morì improvvisamente mentre era in cucina intenta a preparare il pranzo.

Quell’evento tragico segnò il futuro di Og, ponendo fine al suo sogno di frequentare l’Università e diventare un grande scrittore
Fu così che triste e amareggiato si arruolò nell’Aeronautica Militare Americana: l’anno successivo si ritrovò ai comandi di un bombardiere compiendo svariate missioni sui cieli della Germania.

Durante il servizio militare era riuscito a risparmiare circa mille dollari, così decise di riprovare ad avverare il sogno (suo e di sua madre) in realtà mai completamente svanito: quello di diventare scrittore.
Affittò un appartamento e comprò una macchina da scrivere: avrebbe redatto articoli, brevi racconti e persino poesie per poi proporli agli svariati editori…fallì miseramente.
Non riuscì a vendere niente, neanche un articolo come riempitivo ed in breve tempo i soldi finirono.

A quel punto tornò nel paese di origine, nel New England, dove trovò un posto come venditore di polizze assicurative sulla vita e dove sposò quella che sarebbe stata la donna della sua vita.
I dieci anni successivi sarebbero stati un vero inferno: la famiglia Mandino cadde in una grossa crisi economica, si ritrovò con i debiti fino al collo e col passare del tempo continuava ad affondare.
Ad un certo punto della sua vita Og cominciò a fare ciò che molti fanno per sfuggire alla realtà: qualsiasi ora fosse, terminato l’ultimo contatto per la vendita, tornando a casa si fermava al bar per bere un bicchierino che presto diventarono due, poi quattro, poi sei…
Fu così che la moglie lasciò quel miserabile ubriacone in cui si era trasformato il marito, e fu così che Og si mise a bere sempre di più finendo per perdere il lavoro e la casa.

Con pochi vestiti buttati nel bagagliaio della sua vecchia Ford si mise a viaggiare per il paese accettando qualsiasi piccolo lavoro che gli permettesse di comprare un altra bottiglia di vino a buon mercato.
Poi, una mattina fredda e buia di inizio inverno, per poco non mise fine alla sua vitatrovandosi davanti alla vetrina di un pegno che esponeva una piccola rivoltella con attaccata una targhettina che riportava il prezzo: 29 dollari.
Og racconta di avere messo le mani in tasca e di aver estratto tre banconote stropicciate da 10 dollari l’una: “ quella rivoltella è la risposta a tutti i miei problemi…così non dovrò più affrontare quel miserabile fallito che mi guarda dallo specchio…”.

Dice di non ricordare cosa successe dopo, ma di non avere più comprato quella rivoltella. Dice di non avere sentito voci o angeli cantare, ma di essersi voltato lentamente ed avere camminato a fatica sotto la pioggia gelida e sferzante fino a quando non si ritrovò sui gradini di una biblioteca pubblica ed entrò.
Cominciò a vagare lentamente fra le corsie di scaffali pieni di libri fino a quando si ritrovò in quella sezione speciale: in quegli scaffali vi erano riposti i libri che insegnanocome avere successo e come mantenerlo.
Cominciò a leggere Norman Vincent Peale, Napoleon Hill, Russell Conwell e molti altri, e da quel momento la sua vita cominciò a cambiare.
Da quel giorno si ritrovò a passare sempre meno tempo al bar e sempre più tempo nelle biblioteche comunali alla ricerca di alcune risposte.
Ma poteva un fannullone trentacinquenne con la sola istruzione liceale combinare ancora qualcosa nella vita?
O forse era troppo tardi?

Tra i vari autori che lesse c’era W. Clement Stone, un libro che si chiamava Success Through a Positive Attitude: le parole di quell’uomo lo ispirarono tanto che desiderò lavorare per lui.
W. Clement Stone era tra le altre cose anche il fondatore di un’Agenzia di Assicurazioni: Og trovò il coraggio di contattare una succursale di quell’Assicurazione e riuscì a farsi assumere.
Nello stesso periodo ritrovò Bette, la donna della sua vita.

Nel giro di un anno, grazie al suo impegno, si guadagnò la posizione di direttore alle vendite.
Assumeva giovani inesperti e insegnava loro a guadagnare cinque volte tanto le loro attuali entrate e presto il volume delle vendite di quella succursale attirò l’interesse a livello nazionale all’interno della società.
Aveva imparato ed applicava al meglio la filosofia di comportamento mentale positivodi Stone.

Dopo circa un anno passato a creare materiale motivazionale per venditori, si presentò ad Og Mandino un’altra grande possibilità: il direttore della rivista Success Unlimited(Successo Illimitato) fondata dallo stesso W. Clement Stone, andò in pensione ed Og decise coraggiosamente di fare domanda per quel posto anche se, come afferma egli stesso, a quell’epoca “non fosse in grado di distinguere fra una bozza e un foglio di carta qualsiasi”.
Il posto gli fu assegnato!

Og Mandino organizzava gli spazi, coordinava i redattori degli articoli ed egli stesso scriveva dei pezzi da pubblicare.
Un giorno venne contattato da una casa editrice: “i suoi articoli sono speciali signor Og, se un giorno decidesse di scrivere un libro saremo lieti di poterlo esaminare…

…Un anno dopo Og Mandino scrisse Il più grande venditore del mondo: 5000 copie della prima edizione esaurite in pochissimo tempo senza pubblicità con il solo passaparola e così ristampa dopo ristampa fino a raggiungere le 300.000 copie vendute!
Oggi Og Mandino è uno scrittore di successo, ha scritto moltissimi libri da Il più grande venditore del mondo a Il più grande miracolo del mondo, da Segreti per il Successo e la Felicità a Un modo migliore di Vivere.
La scelta, Il più grande segreto del mondo, La stella di Acabar , Il dodicesimo Angelo ,Il più grande Successo del mondo e ancora Il dono dell’incantatore e Missione successo.

Attualmente i suoi libri sono stati tradotti in 30 lingue ed hanno venduto più di 30 MILIONI DI COPIE in tutto il mondo.

Oggi Og Mandino è uno scrittore di successo, era stato un ubriacone fallito, oggi Og vive con orgoglio la sua vita, un giorno di tanti anni prima stava per togliersela.
Og con il suo esempio ci ha insegnato che nella vita non bisogna mai smettere di sperare, di sognare: ha raggiunto il successo a 45 anni, non è mai troppo tardi, è questo che vuole insegnarci la storia di Og, NON È MAI TROPPO TARDI!

Questa breve biografia va aggiornata, poiché Og è deceduto da parecchi anni.

  1. Data di nascita: 12 dicembre 1923, Framingham, Massachusetts, Stati Uniti
  2. Data di morte: 3 settembre 1996, Antrim, New Hampshire, Stati Uniti
  3. Libri: Il più grande venditore del mondo, Il più grande successo del mondo

17 regole di vita di Og Mandino

17 regole di vita. di Og Mandino


1. Considera le fortune che hai. Una volta che ti sarai reso conto di quanto vali, tornerai a sorridere, vedrai risplendere il sole, riuscirai finalmente ad andare in contro alla vita come Dio l'aveva intesa per te con grazia, forza, coraggio e fiducia. Uno dei segreti della vita più importanti e inconfutabili che ho dovuto imparare, nel dolore, è che non puoi nemmeno iniziare a modificare un'esistenza irrimediabilmente fallita, un lavoro monotono e ingrato, o una grave situazione finanziaria che sembra condannarti alla sconfitta personale finché non sai apprezzare i beni che già possiedi.

2. Ogni giorno fai più di quanto tu sia pagato per fare. Una volta appreso il segreto di rendere più di quanto ti sia richiesto, il successo sarà quasi raggiunto. Fai in modo di essere così importante nel tuo lavoro da diventare indispensabile. Esercitati a percorrere qualche chilometro in più e goditi le ricompense che riceverai. Te le meriti!

3. Quando commetti un errore, o la vita ti delude, non guardarti indietro troppo a lungo. Gli errori sono il modo in cui la vita ti può insegnare qualcosa. La tua capacità di reagire agli errori grossolani è inseparabile dalla tua capacità di raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.Nessuno vince sempre e le sconfitte, quando avvengono, fanno parte del tuo processo di crescita. Scrollati di dosso gli errori che hai commesso.

4. Cerca sempre di premiare le lunghe ore di lavoro e di fatica nel modo migliore, circondandoti della tua famiglia. Coltiva con cura il loro amore, ricordando che i figli hanno bisogno di modelli, non di critiche. Progredirai più in fretta se ti sforzerai costantemente di mostrare loro il tuo lato migliore. E anche se agli occhi del mondo tu sei un fallito, ma hai una famiglia che ti ama, sei una persona di successo.

5. Costruisci questo giorno sulle fondamenta di pensieri positivi. Non affliggerti per le imperfezioni che temi possano ostacolare i tuoi progressi. Potrai volare quando deciderai di essere in grado di farlo.
Non ripensare più alla sconfitta. Lascia che la visione che hai nel cuore entri nei progetti della tua vita. Sorridi!

6. Lascia sempre che le tue azioni parlino per te, ma stai in guardia contro le terribili trappole del falso orgoglio e della presunzione che possono fermare i tuoi progressi. La prossima volta che sarai tentato di vantarti, immergi la mano in un secchio pieno d'acqua e, quando la toglierai il buco rimasto nell'acqua ti darà la giusta misura della tua importanza.

7. Ogni giorno è un dono speciale e, anche se la vita può non essere sempre giusta, non devi mai permettere che i dolori, le barriere e gli ostacoli del momento rovinino il tuo atteggiamento e i tuoi progetti, per te stesso e il tuo futuro. Non potrai mai vincere se indosserai il terribile mantello dell'autocommiserazione: il suono spiacevole del lamento caccerà via di sicuro tutte le opportunità di successo. Non farlo mai più. C'è un modo migliore.

8. Non riempire più i giorni e le notti di cose così futili e poco importanti da non avere il tempo di affrontare una vera sfida, quando ti capita di incontrarne una. Questo vale sia per il tempo libero che per il lavoro. Un giorno in cui non si sia fatto altro che sopravvivere non merita di essere festeggiato. Non sei qui per sciupare ore preziose, visto che,cambiando leggermente la tua routine, avresti la possibilità di ottenere risultati migliori. Smettila di impegnarti con delle stupidaggini, smettila di nasconderti dal successo. Trova del tempo per crescere.Adesso. Non domani, adesso!

9. Vivi questo giorno come se fosse l'ultimo. Ricordati che "domani" esiste solo nel calendario degli sciocchi. Dimentica le sconfitte di ieri e ignora i problemi di domani. Ecco. Il giorno del giudizio.
Tutto quello che hai. Rendilo il giorno migliore dell'anno. Le parole più tristi che tu possa mai pronunciare sono: "Se potessi tornare indietroà" Afferra la vita con le mani, adesso! Questo è il tuo giorno! La maggior parte dei falliti si comporta come se avesse ancora mille anni da vivere davanti a sé. Alcuni dormono due o tre ore per notte più del necessario.

10. Tratta chiunque incontri, amico o nemico, amato o estraneo, come se dovesse morire a mezzanotte. Estendi a ogni persona, anche se si tratta di un rapporto superficiale, tutta l'attenzione, la gentilezza, la comprensione e l'amore che puoi dare, e fallo senza pensare a un'eventuale ricompensa. La tua vita non sarà mai più la stessa.

11. Ridi di te stesso e della vita. Non con lo spirito di derisione, o di lamentosa autocommiserazione, ma come se fosse un rimedio, una medicina miracolosa che allevia il dolore, cura la depressione e ti aiuta a vedere in prospettiva la sconfitta del momento apparentemente terribile. Caccia la tensione, le preoccupazioni e le inquietudini ridendo della tua condizione, liberando la mente per poter pensare tranquillamente alla soluzione che troverai di sicuro. Non prenderti mai troppo sul serio.

12. Non trascurare mai le piccole cose. Non risparmiare mai quello sforzo ulteriore, quei pochi minuti in più, quella dolce parola di lode o di ringraziamento, quella conferma di quanto tu possa fare meglio. Non importa cosa pensino gli altri; importa invece ciò che tu pensi di te stesso. Non potrai mai fare del tuo meglio ù che dovrebbe essere il tuo obiettivo costante ù se aggiri gli ostacoli e ti sottrai alle responsabilità. Sei speciale; comportati come una persona speciale.
Non trascurare mai le piccole cose!

13. Accogli ogni mattino con un sorriso. Guarda il nuovo giorno come un altro dono speciale, un'altra opportunità d'oro per finire ciò che non hai potuto completare ieri. Cerca di essere una persona efficiente, che non perde tempo. Predisponi la prima ora della tua giornata nel segno del successo e delle azioni positive che seguiranno certamente.
Oggi non si ripeterà un'altra volta. Non sprecarlo con una falsa partenza, o, peggio ancora, senza partire affatto. Non sei nato per fallire.

14. Stabilisci degli obiettivi per la singola giornata: progetti non lunghi e difficili da realizzare, ma che ti portino, passo dopo passo, verso il successo finale. Scrivili pure, se vuoi, ma fai in modo che l'elenco non sia troppo lungo, per non dover rimandare a domani le cose che oggi non sei riuscito a portare a termine. Ricorda che in ventiquattr'ore non puoi costruire una piramide. Sii paziente. Non lasciare che il tuo giorno sia così pieno da dover trascurare gli scopi più importanti: fare meglio che puoi, goderti questa giornata e andare a dormire soddisfatto di ciò che hai raggiunto.

15. Non permettere mai a nessuno di guastarti la festa e far così scendere un velo di tristezza e di sconfitta sulla tua giornata. Ricordati che per scoprire cosa c'è che non va non è necessario alcun talento, alcun sacrificio, alcuna capacità intellettiva. Niente dall'esterno può avere effetti su di te a meno che non sia tu a permetterlo.

16. Cerca il seme del bene in ogni avversità. Impadronisciti di questo principio e avrai con te un prezioso scudo per proteggerti quando dovrai attraversare le valli più oscure. Si possono vedere le stelle nel fondo di un pozzo, anche quando non le si può ammirare dalla cima di una montagna. Così, nelle avversità, imparerai delle cose che, senza problemi, non avresti mai scoperto. C 'è sempre un seme del bene. Trovalo e fallo crescere.


17. Renditi conto che la vera felicità è dentro di te. Non perdere tempo e non fare sforzi inutili per cercare soddisfazione, gioia e serenità nel mondo esterno. Ricordati che la felicità non consiste nell'avere, ma solo nel dare.Porgi una mano. Condividi. Sorridi. Abbraccia. La felicità è un profumo che non puoi versare sugli altri senza ritrovarti con qualche goccia addosso.

lunedì, giugno 29

Dipendenza...






Mi è stato inviato un articolo davvero interessante, il cui link si trova alla fine di questo testo. 
Questa la mia risposta: 

Ho finito di leggere l'articolo. Direi che in fondo si è sempre saputo che chi fa uso di droghe, di alcool o è drogato dal gioco, è sicuramente una persona infelice, e l'infelicità spesso è causata dalla mancanza di amore, o della sicurezza e protezione di una famiglia che ama i propri cari. Allora  chi è debole o privo di queste risorse, si rifugia in qualcosa di alternativo, perché droga e alcool, annebbiando il cervello, tolgono anche il dolore nell'anima. E non ci pensi, non fintanto che sei preso dal gioco, dalle droghe o psicofarmaci, o dall'assunzione di bevande alcoliche. Il non aver amici veri, "sani", nel senso di persone equilibrate, con progetti per il futuro, che amano la vita e la natura (il nostro corpo ne fa parte integrale, quindi dobbiamo amare anche noi stessi, dentro (mente) e fuori (corpo), causa quel senso di solitudine che poi porta ad una forma di di-sperazione, ovvero privazione della speranza. Allora gli amici beoni, o che assumono droga, fanno pensare che si è sulla stessa barca, e quindi si condividono le stesse esperienze. Amici di bisboccia, dunque.
Ma non veri amici. Si tratta solo di sentirsi simili, nell'infelicità. Lo stesso dicasi per chi fuma, come me, per esempio. Se qualcuno fuma con me, mi pare di condividere la stessa esperienza, senza pensare che invece condividiamo lo stesso vizio. E più uno mi dice di smettere di fumare, e più io cerco la sigaretta. Questo perché? Sai, vorrei leggere qualcosa che parli anche di questo. So solo che fumo e fumo di più, quando mi sento, come dice il ricercatore, "in gabbia". Penso non basti dire: "smetti di drogarti, o di bere, o di fumare, perché ti fa male". Tutti i consumatori di queste cose, sanno che fa loro male. Ma non gliene importa, perché non amano poi così tanto la vita e quindi non si preoccupano neppure della loro salute. Questo vale anche per gli anoressici, o i bulimici. Ieri ho visto uscire da un luogo, una donna che faceva spavento. Non aveva un filo di carne attaccata al corpo, vedevo solo uno scheletro ricoperto della pelle. Perché lo fanno? Si credono belli, non avendo un filo di sana ciccia? No, semplicemente odiano sé stessi e il mondo che li circonda. 

Valeria Letivina, anoressica, 39 anni. 
Vorrei avere più carattere, più forza e più serenità per smettere di fumare anch'io. Vorrei che, come accade agli ex-fumatori, mi si accendesse quella lampadina che dice: ma che cosa ci guadagni a fumare? Che piacere provi nell'accendere una sigaretta? Ancora non si è accesa (la lampadina, non la sigaretta) ma spero che un giorno accada. 
Grazie per l'articolo.
Mamma

RIsposta 

Dici degli anoressici (ma il discorso si può estendere a tutte le dipendenze) "semplicemente odiano sé stessi e il mondo che li circonda. "
Probabilmente odiano perché non hanno mai ricevuto (o accettato di ricevere) l'amore necessario.
Ogni caso è ovviamente diverso dall'altro, ma l'articolo vuole sottolineare proprio che la mancanza di affetto umano ha portato a questi disturbi.
Tuo figlio.

Ed infatti è quello che ho sostenuto anch'io, nella risposta che ti ho dato.
Quando ho sostenuto dando la precedenza agli affetti familiari, che sono il primo nucleo sociale in cui un individuo si viene a trovare, e se la famiglia non li offre nella giusta maniera, il più debole soccombe. La famiglia per prima ha il dovere di amare e proteggere i suoi membri. Poi la società magari insegna il contrario, ma se le basi sono buone, l'amore diventa una corazza che allontana l'autodistruzione. E si cercano amici veri, l'amore vero di un uomo o di una donna, per formare a nostra volta un'altra famiglia. Ha ben scritto Dante, nel XXXIII Canto del Paradiso della sua Divina Commedia (ma si potrebbe anche definire umana, oltre che divina!) l’Amor che move il sole e l'altre stelle. E' l'amore, in tutte le sue accezioni, che rende felice l'umanità, niente altro ha un potere così forte. 
Mamma

Daniela Morandi: ritratto di donna che fuma



sabato, giugno 27

Syria: L'Oasi di Palmyra

Siamo stati informati che in Siria, e più esattamente a Palmyra, l'Isis ha occupato la zona, che è un sito archeologico di fama mondiale, uno dei tanti che la Siria vanta. 
Quel che mi ha preoccupato, è il fatto che la zona è stata minata, e mi spiace enormemente che questi resti romani, venissero distrutti dalle bombe, quando neppure i terremoti sono riusciti a far crollare le colonne del cardo romano. Vorrei che almeno ciò che appartiene ai siriani, venga conservato dagli stessi, e che per mero spirito di vendetta, alcuna cosa non fosse distrutta.L'ho visitata durante un pellegrinaggio, sulle orme di S. Paolo, ma non solo a stampo spirituale, bensì anche artistico-culturale. Allora c'era ancora la pace, nell'anno, 2006 e l'impressione che ne ho ricevuto, di tutto quel che della Siria ho visitato, fosse tenuto con molta cura. Per favore, membri dell'Isis siriani, conservate le bellezze naturali e artistiche del vostro meraviglioso Paese. Compresi gli abitanti del luogo!
Il nome greco della città, Palmyra (Παλμυρα), è la fedele traduzione dall'originale aramaico, Tadmor, che significa 'palma'.
Tadmor (anche Tadmur; in arabo تدمر) è l'attuale nome della cittadina sorta in prossimità delle rovine, che dipende molto dal turismo.
Comunque, anche se la fonte sulfurea che alimentava l'oasi di Palmyra sembra esaurita, oggi Tadmor, con un sistema di irrigazione del terreno, riesce a mantenere viva una fiorente oasi che permette ai 45.000 abitanti di vivere non solo di turismo ma anche di agricoltura.
È particolarmente nota per essere stata la capitale del Regno indipendente di Palmira, sotto il governo della regina Zenobia.

Origini

Il tempio di Baal
La città, nota col nome di Tadmor nel II millennio a.C., è menzionata per la prima volta in documenti provenienti dagli archivi assiri di Kanech, in Cappadocia, nel XIX secolo a.C., e poi è citata più volte negli archivi di Mari, nel XVIII secolo a.C.
Poi viene citata ancora negli archivi assiri, nell'XI secolo a.C., come Tadmor del deserto. A quel tempo era solo una città commerciale nella estesa rete che univa la Mesopotamia e la Siria settentrionale.
Tadmor è citata anche nella Bibbia (Secondo libro delle Cronache 8.4) come una città del deserto fortificata da Salomone. La città di Tamar è menzionata nel Primo libro dei Re (9.18), anch'essa fondata e fortificata da Salomone.
Dopo queste citazioni su Palmyra cala il silenzio per circa un millennio, e solo nel I secolo a.C. la città viene citata col nuovo nome, che le è stato dato durante il regno dei Seleucidi (IV - I secolo a.C.)
Ecco alcune foto da me scattate.

L'oasi di Tadmor
Sullo sfondo, il castello di Qalaat Fakhr ad Din Ibn Maan, 
sulla destra il santuario di Baal
Il tempio di Baal
Decumano massimo, o cardo romano.
(quando l'ho percorso, mi scioglievo dal caldo, vi erano infatti oltre 50 gradi all'ombra, e per fortuna il clima secco attenuava la calura!

 I cammelli dei beduini, bianchi e superbi, con uno dei quali ho fatto un giro tra le rovine


Il teatro di Diocleziano, dal quale sono rovinosamente franata schiacciandomi tre vertebre
Impervio camminare su questo tratto di strada per raggiungere il tempio di Baal!
Il deserto di Palmyra e sullo sfondo, l'oasi di palme
Il castello di Qalaat arroccato su un cucuzzolo
Una madre beduina, con il figlio, e dietro loro, la nostra guida siriana Mazin
Quel che ho notato, nelle tribù beduine, è il colore dei loro occhi verde smeraldo. Mi spiace che in questa immagine non si possano notare. Mi è anche capitato di sentirmi offrire un bellissimo bambino di circa 6 anni, affinché me lo portassi in Italia. Ho pensato che scherzassero, e ho risposto che mai potrei portar via un bambino alla propria madre, ma soprattutto, anche se fosse stato adottabile, non avrei potuto farlo espatriare senza un regolare permesso. Allora non avevo capito ma forse cercavano di salvare la vita al piccolo, poiché già nel 2006 c'era qualcosa di strano nell'aria. 
Una sera, a Damasco, stavamo raggiungendo un ristorante per assaggiare la cucina tipica del luogo, quando ci hanno fatto scendere di corsa dal pullman e, accompagnati da danzatori dervisci, abbiamo raggiunto a piedi il locale. Si sentivano automezzi della polizia con le sirene spiegate, e quando abbiamo chiesto la ragione di quel trambusto, ci hanno risposto che qualche testa calda aveva creato confusione. Secondo me, erano le prime avvisaglie di quanto sarebbe accaduto in seguito.
Spero che quei bambini siano salvi, so che molti sono stati uccisi senza pietà e non ne capisco la ragione, se non quella di una follia sanguinaria inutile e crudele.

Danila Oppio

Charles Aznavour Encores




A 91 anni, ancora un fenomeno!  La sua voce inimitabile e sempre la stessa,malgrado gli anni non più giovanili! Bravissimo! 

giovedì, giugno 25

Concorso Keramos: Laura Vargiu e Tommaso Mondelli

Premio KERAMOS: alcune foto

Domenica pomeriggio, presso il Castello medievale di Agropoli, si è svolta la manifestazione finale della quinta edizione del Concorso Nazionale per poesie brevi "Keramos".
Con il Patrocinio del Comune di Agropoli, la manifestazione è organizzata ogni anno dall'Associazione Artistico-letteraria "Gli Occhi di Argo" e dal Centro d'Arte "Keramos" di Antonio e Andrea Guida (cliccate qui per visitare il blog dedicato).
Qui trovate l'elenco delle poetesse e dei poeti vincitori di questa edizione.
Un ringraziamento particolare va all'attrice Biancarosa Di Ruocco, che ha interpretato una "moderna" Grimilde...
Grazie anche a Maria Cristina Orrico, Annamaria Perrotta e Maria Luisa Limongelli, che hanno letto le p
Ecco alcune foto della manifestazione, per le quali ringraziamo di cuore l'artista Iuvanita Bottiglieri.
Per chi ha un profilo Facebook, segnaliamo le fotografie del giornalista Angelo Gasparro di InfoCilento, che ringraziamo di cuore. Qui di seguito il link:

Per ammirare tutte le foto, qui sotto i link diretti del sito Gli Occhi di Argo, che ha organizzato il Concorso Keramos.



Desidero congratularmi con Laura Vargiu e Tommaso Mondelli, per essersi classificati tra i  12 vincitori, che così hanno ottenuto la messa in posa della piastrella riportante la loro opera poetica. In precedenza avevo già pubblicato l'elenco dei vincitori e il giorno stabilito per la premiazione ad  Agropoli. In questo link:


Oggi sono lieta di pubblicare il testo delle poesie dei due amici vincitori, oltre che qualche fotografia, ripresa dal sito Gli occhi di Argo.



Il nipote di Tommaso Mondelli riceve i diplomi di Tommaso Mondelli e di Laura Vargiu dalle mani di Milena Esposito, organizzatrice con Francesco Sicilia, per Gli Occhi di Argo, del concorso Keramos




La posa delle piastrelle










Qui possiamo vedere le 12 poesie su piastrella, terza, in prima fila, Persefone di Laura Vargiu e sesta in seconda fila, Il fico bianco di Tommaso Mondelli

Ed eccole, per una miglior lettura del testo:

Sezione A:  Poesia dedicata alla Dea Madre o al Mito Greco.


Persefone

Addio mio fulgido sole,
tersi notturni cieli
di zagare e viole!
E addio a te, Madre Terra
di fiorite stagioni odorosa
non disperar, tornerò a primavera
e la messe non lasciar infeconda
seppur all’Ade io scenda sposa!
 Laura Vargiu
Aprile 2015

Sezione D: Poesia dedicata al Cilento 


Il fico bianco

E' un incanto
dolce mielato
                il fico bianco,               
anche tostato.
E' del Cilento
è riconosciuto
tipico quanto
suolo cantato.
 Tommaso Mondelli

Aprile 2015