POETANDO

In questo blog raccolgo tutti gli scritti, poetici e in prosa, disegni e dipinti di mia ideazione
Un diario dei miei pensieri non segreto, ma aperto a tutti.
E le poesie di amici e poeti illustri, che più mi hanno colpito.
In calce alla home page, così come sulla destra della stessa, potete leggere i miei quattro e-book, basta cliccare sulla copertina, e si apriranno le pagine. Buona lettura!

giovedì, aprile 9

PASTO VERGINE di Alessia D'Errigo

L'autrice della silloge Pasto Vergine, che mi ha gentilmente donato, mi ha anche autorizzato alla pubblicazione delle sue opere. Pubblicherò una selezione delle poesie che più mi hanno colpito, se invece siete interessati ad avere la silloge completa, la stessa è disponibile tramite l'autrice, scrivendole al seguente indirizzo email: derrigoalessia@gmail,com.
La selezione la potrete leggere semplicemente cliccando sulla fotografia di Alessia D'Errigo, postata in alto a destra della home page.


DIRITTI D'AUTORE 

Per volontà dell'autrice questo libro è gratuito e non ha alcuno scopo di lucro.
I testi sono protetti da licenza Creative Commons, pertanto qualunque utilizzo deve essere sottoposto alla volontà dell'autrice ed è necessario citare la fonte.


INDIRIZZI DI CONTATTO mail: derrigoalessia@gmail.com 
profilo facebook: https://www.facebook.com/alessia.derrigo.

BREVE BIOGRAFIA


Alessia D'Errigo, ricercatrice in campo teatrale e cinematografico, scrittrice, interprete e regista di varie opere teatrali. Dopo un percorso classico come attrice inizia una ricerca personale sull’atto scenico e sulla reale necessità del suo manifestarsi. Nel 2004 apre, insieme al suo compagno, l’artista e regista Antonio Bilo Canella, il “CineTeatro di Roma” (www.cineteatro.org) centro di ricerca formazione e produzione in campo teatrale e cinematografico. Proprio al CineTeatro inizia un lungo percorso sull’improvvisazione totale: la Performazione (www.performazione.com) e porta avanti una ricerca personale sull’Improvvisazione Poetica. Da questa ricerca sull'improvvisazione poetica – nel 2011 – Alessia D’Errigo apre il progetto IMPROMPTU THEATRE (http://impromptutheatre.jimdo.com/ ), l’intento è quello di voler fondere varie arti (musica, poesia, danza, pittura e teatro) in uno scenario d’improvvisazione totale. Progetto sancito dall’omonimo spettacolo “Impromptu” con il pittore- performer Orodè Deoro, e da altre due performance “Variazioni Belliche (LamentAzione)” e “Per i tuoi occhi bianchissimi”. VEDI VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=h9WManvZMwA
Nel Dicembre 2013 una ventina di testi della raccolta 'Pasto Vergine' vengono pubblicati nella rivista POESIA di Crocetti Editore (n°288) nella sezione 'Cantiere Poesia' dedicata agli inediti e diretta da Maria Grazia Calandrone.
Nel 2011 pubblica la sua prima silloge poetica ‘Carne d’aquiloni’ con l’editrice Zona nella collana 'Contemporanea'.
I suoi testi sono presenti in numerosi blog, riviste (web e cartacee) e in alcune antologie.
Ha curato la rubrica di poesia al femminile ‘Rediviva Donna (classica e contemporanea)’ sulla webfanzine Versante Ripido.


Se mai più parlerò sopravvissuta al caso
con la pelle rosa in quarantena


Alessia D'Errigo 

PASTO VERGINE



E cosa ti racconto ora, se le creature vengono a me
 se le sento strillare e raggrumarsi nel sotto sterno
 in preda ad un richiamo naturale, quello per cui combatto 
e difendo Dio, e cosa ti racconto ora che la luna è diventata acqua 
per abbeverare i morti, i passi grevi della terra ed i passi miei.
 Potrei mentirti, calare i veli, tirare giù le coltri, imbrogliarti 
ma qualcuno strilla, uno dei tanti, l'altro parla, uno dei muti 
ed io rido parlo e sto muta. Forse sono pazza.






Io non so se il cielo possa fabbricare le tue mani di carta, 
la nuvola sclerotica del petto e la pioggia che viene, sempre.

Io mi ci fabbricherei un pozzo per vedere il mondo nel suo ombelico, 
cadervici dentro sarebbe mandare in pezzi la sala delle bambole.

Fabbricando fabbricando ho sognato un filo d'oro che dal pertugio del ventre 
saliva pendulo al seno, era il latte del tempo trascorso che più non torna.

Tu invece fabbricasti, mentre io dormivo, un sogno che viene dal mare, un 
sale porporino aperto agli occhi, pianto distillato a cadere, e cadesti.


Pregando, in sordina, fabbricai l'antenna sensibile all'urto e allo schianto, 
m'arrampicai nel pozzo, accecai le mie bambole, misi il sogno in una scatola,
 col pozzo costruii un binocolo, l'ombelico divenne un bottone e tra i seni 
s'addormentò un bambino.






Quel pianto tanto atteso di battesimi santi 
e d'uccelli arresi ai rami, te lo regalo,
 foss'anche per liberarlo al volo, te lo regalo, 
per suggellarlo sulla spalla bianca dei ricordi 
e perderlo stretto stretto tra le labbra. M'avvedo candida e chiusa, come il primo bocciolo d'inverno. 
Perché vai di traverso ai miei baci?

Quali uccelli hai da liberare ch'io non lasci già liberi al volo?
 L'uccello e il cuore hanno la stessa durata, lo stesso tragitto, 
emigrano, ma tu hai la forza del viandante, in te tutto è partenza e ritorno. 
Tu sei l'inesistente. Io le ali. 
Forse dovrei camminare in attesa di piedi
 e d'occhi nuovi, di cuore, forse.
 Il silenzio è un grande collo di diamanti 
crocifigge i suoi aghi, uno ad uno, il suo filo 
una ghigliottina. Poterlo sentire tacere. 
Ma cosa ascolterai in quella tomba? 
Il grembo nero della luna? I suoi occhi 
ignoti e sghembi? 
Non è salvezza alcun buco nero che s'apre in petto. 
Ti squarcerai poco oltre i tuoi passi, ne morrai
 avvizzita dai tuoi stessi spasmi muti.
 Ti privi della gioia che si ripiega, fatta per nutrire
 e colmare le ossa e il ventre. 
C'è una struttura cosmica che non va toccata 
che non va vista né udita. 
Mi sembra che il sogno abbia suoni simili, 
basterebbe forse non svegliarsi più.
 E poi, rimanere incolumi da cosa? Questa pelle 
trasuda aria tumida d'altre pelli. 
Mi manca l'ossigeno eppure vivo 
Vuoi allontanare ciò che Iddio ha unito
Voglio avvicinare ciò che Io ho cercato 
La morte?
La vita
Quale vita è mai un rigurgito d'altro? 
Un parto felice e sano, pieno di dolore 
Hai un sangue nero che quasi sembri sparire con la notte 
Non chiedo altro 
Ritornerai?


Gli angeli volano a croce nel mondo
 scudi di riparo al male, 
nell'informità riposta a rondine
 ove danza, nel cielo, una danza.

Oh, canto nella parola e piuma 
ch'è latte segreto
 immune involuta di nubi da cui i corpi
 si estraggono, come a forgiarsi, armi in caduta 
sul piano immenso ch'è il fondale di Dio.

2 commenti:

  1. Un buon impianto teatrale. Potente. E studiato appunto per essere recitato in pubblico.
    Ma abbastanza tipico dei monologhi che ai nostri giorni proliferano in scena, non tanto per il valore del testo o dell'interprete, ma soprattutto per scarsità di fondi. Cosicchè ogni 'commedia' è offerta con sempre meno attori. Capisco bene.
    Angela Fabbri

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  2. Qui si stratta di silloge poetica e non di una performance teatrale.
    Danila

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